Apple e Amazon sotto accusa: la causa di classe sul sospetto di collusione per mantenere i prezzi alti
Recentemente, il panorama competitivo del commercio elettronico britannico è stato scosso da un nuovo processo di classe che mette Apple e Amazon sotto l'analisi delle autorità antitrust. La causa, che chiede più di 900 milioni di sterline, è accusata di aver violato le norme sulla concorrenza, escludendo i rivenditori indipendenti e mantenendo i prezzi dei prodotti Apple alti. In questo articolo analizziamo le radici della controversia, le implicazioni per i consumatori e le prospettive future per le due grandi aziende.
La vicenda: la causa contro Apple e Amazon
Il procedimento è stato avviato in un tribunale britannico con la richiesta di ottenere più di 900 milioni di sterline in danni verso Apple e Amazon. La classe di attenti si avvale di un nuovo modello di opt-out, che permette ai consumatori che hanno acquistato prodotti Apple dopo ottobre 2018 di aderire al reclamo in modo semplificato. Le istituzioni competenti hanno riscontrato che la presunta collusione avrebbe avuto un impatto diretto sui prezzi finali dei dispositivi, facendo pagare ai clienti più del previsto.
Come si è sviluppata la presunta collusione
Al centro del processo c'è un presunto accordo stipulato nel mese di ottobre 2018. Secondo le accuse, Amazon avrebbe imposto restrizioni ai rivenditori terzi, impedendo loro di vendere prodotti Apple sul suo marketplace. In cambio, Apple avrebbe fornito a Amazon condizioni all'ingrosso più favorevoli per i prodotti venduti direttamente da Amazon come rivenditore. Il risultato, secondo la denuncia, è stato che entro gennaio 2019 la maggior parte dei rivenditori indipendenti è scomparsa dalla piattaforma, riducendo le offerte scontate e spingendo i consumatori verso prezzi più vicini al prezzo pieno di listino.
Impatto sui consumatori britannici
La causa di classe si rivolge a tutti i clienti del Regno Unito che hanno acquistato dispositivi Apple dal mese di ottobre 2018, sia attraverso Amazon che altri rivenditori. Il reclamo sostiene che l'effetto dell'eventuale accordo abbia esteso l'impatto sui prezzi a un’ampia fascia di prodotti, includendo hardware Apple, Beats e accessori. Tuttavia, gli articoli acquistati come parte di contratti con operatori telefonici sono esclusi, poiché le condizioni di prezzo in tali accordi possono essere soggette a negoziazioni separati.
La struttura della causa di classe
Il nuovo modello di opt-out proposto si differenzia dall'azione collettiva presentata in precedenza nel 2023. In quella prima causa, il tribunale aveva respinto la richiesta di procedere, ma i promotori del reclamo hanno ora presentato una versione rivista con un nuovo rappresentante e una struttura più solida. L'obiettivo è dimostrare che le pratiche di Apple e Amazon hanno creato un vantaggio competitivo ingiusto, impedendo la concorrenza leale e costringendo i consumatori a pagare prezzi più alti.
Il contesto normativo e la comparazione con il caso US
Questo non è il primo tentativo di perseguire le stesse problematiche nel settore tecnologico. Nel 2022 è stato avviato un procedimento simile negli Stati Uniti, con l'accusa di collusione tra Amazon e Apple. La causa statunitense ha suscitato un dibattito sulla necessità di una regolamentazione più severa nei confronti delle piattaforme di e-commerce, soprattutto quando queste hanno un ruolo dominante sia come marketplace che come rivenditore diretto. Il nuovo processo britannico si inserisce in questa narrazione globale, sottolineando l'importanza di proteggere i consumatori da pratiche di prezzo anticoncorrenziali.
Le prospettive future e l'importanza della tutela della concorrenza
Se il tribunale accetta la causa, le implicazioni potrebbero essere significative. Non solo i consumatori potrebbero ricevere indennizzi, ma le aziende coinvolte potrebbero essere costrette a rivedere le loro politiche di vendita e di collaborazione con rivenditori terzi. Inoltre, la decisione potrebbe servire da precedente per future azioni collettive nel settore tecnologico, incoraggiando un mercato più trasparente e competitivo. Per le autorità antitrust, è un'opportunità per rafforzare la supervisione sulle pratiche di prezzo e per garantire che le piattaforme di vendita online non sfruttino la loro posizione dominante a scapito dei consumatori.
Conclusioni
Il nuovo procedimento di classe contro Apple e Amazon rappresenta un punto di svolta nella lotta contro le pratiche di collusione nel settore della tecnologia. Con un potenziale rimborso di oltre 900 milioni di sterline, la causa mette in luce come le grandi piattaforme di commercio elettronico possano influenzare i prezzi al dettaglio, a scapito dei rivenditori indipendenti e dei clienti finali. Se la causa avrà successo, potrebbe innescare un cambiamento di paradigma nella regolamentazione di mercato, promuovendo una concorrenza più leale e proteggendo i consumatori da prezzi inflazionistici. Nel frattempo, l'attenzione rimane alta su come le autorità europee e britanniche affronteranno le pratiche di prezzo delle giganti tecnologiche, ponendo le basi per un futuro più equilibrato e trasparente nel commercio online.