iOS 26.2 introduce i nuovi codici AirDrop: come funziona e perché è importante

Apple ha appena lanciato l’aggiornamento iOS 26.2, che porta con sé una serie di funzionalità innovative. Tra le novità più interessanti spicca la revisione di AirDrop, la popolare funzione di condivisione file peer‑to‑peer. Con l’introduzione dei codici AirDrop, Apple mira a rendere la condivisione più sicura e controllata, rispondendo alle crescenti preoccupazioni per la privacy e la sicurezza dei dati.

In questo articolo analizzeremo cosa sono i codici AirDrop, come vengono generati, come gli utenti possono utilizzarli e quali benefici apportano sia a professionisti che a privati. Scopriremo inoltre come abilitare questa funzione e quali sono i possibili scenari d’uso nella vita quotidiana.

1. Il contesto di iOS 26.2

La versione 26.2 è stata rilasciata con l’obiettivo di migliorare l’esperienza utente e la sicurezza. Oltre a piccoli aggiustamenti estetici e di performance, Apple ha introdotto modifiche significative a CarPlay, a Liquid Glass e ad altre interfacce. Ma il punto focale resta l’aggiornamento di AirDrop, che passa da un semplice “chiunque con iOS 9+” a un sistema più restrittivo e personalizzabile.

2. Che cosa sono i codici AirDrop?

Tradizionalmente, AirDrop permette di condividere foto, documenti e link tra dispositivi Apple in pochi secondi, senza la necessità di connessioni internet. L’accessibilità era molto ampia: basta accendere la funzione e chiunque nelle vicinanze potesse inviare file. Con i codici AirDrop, Apple introduce un livello di autenticazione basato su un codice a breve termine, simile a un OTP (One‑Time Password).

Il codice viene generato automaticamente dal dispositivo che riceve una richiesta di condivisione e viene visualizzato sullo schermo. L’utente che invia il file deve inserire questo codice sul proprio dispositivo per completare l’operazione. Se il codice non viene inserito correttamente, la condivisione viene annullata.

3. Funzionamento tecnico

Il processo avviene in pochi secondi:

  • Il dispositivo A invia una richiesta di AirDrop a quello B.
  • Il dispositivo B genera un codice numerico a 6 cifre e lo mostra sullo schermo.
  • L’utente di A inserisce il codice sul proprio schermo.
  • Se il codice corrisponde, la chiave di crittografia viene scambiata e il file viene trasmesso in modo sicuro.
  • Il codice è valido solo per un minuto; dopo di che scade e la richiesta viene annullata.

Il sistema è progettato per funzionare anche in ambienti con molteplici dispositivi attivi: l’utente non è più costretto a selezionare un destinatario specifico, ma può semplicemente inserire il codice per confermare l’identità del ricevente.

4. Benefici della nuova sicurezza

La principale motivazione alla base dei codici AirDrop è la protezione contro le condivisioni indesiderate. Con l’antecedente modello “senza filtro”, chiunque poteva inviare file a un dispositivo nelle vicinanze, il che poteva diventare un problema in spazi pubblici o uffici condivisi.

Con i codici, la condivisione diventa un’azione consapevole: l’utente deve confermare il ricevente inserendo il codice. Questo riduce drasticamente il rischio di ricevere file da sconosciuti e previene attacchi di phishing o malware, poiché il codice è valido solo per un breve periodo e non può essere riutilizzato.

5. Come attivare i codici AirDrop

Per abilitare la funzione, procedi così:

  1. Apri l’app Impostazioni.
  2. Scorri verso il basso e tocca Generale > AirDrop.
  3. Scegli la modalità Solo contatti o Chiunque (se preferisci mantenere un’ampia accessibilità).
  4. Quando ricevi una richiesta, il codice apparirà automaticamente sullo schermo del tuo dispositivo.
  5. Inserisci il codice sul dispositivo mittente per confermare.

Questa procedura è identica a quella usata per le versioni precedenti di AirDrop, ma con l’aggiunta del passaggio del codice.

6. Quando è più utile?

Gli scenari di utilizzo più evidenti sono:

  • Ambienti lavorativi: condividere documenti sensibili con colleghi garantendo che solo i destinatari autorizzati possano riceverli.
  • Eventi pubblici: scambiare foto o video con amici senza rischiare di inviarli a persone sconosciute.
  • Educazione: insegnanti che condividono materiali con studenti in aula, evitando che file indesiderati vengano ricevuti da altri dispositivi.

7. Limiti e considerazioni

Nonostante i vantaggi, i codici AirDrop non eliminano totalmente i rischi. Se un aggressore riesce a intercettare la comunicazione Bluetooth, potrebbe tentare di indovinare il codice. Tuttavia, la validità temporale riduce notevolmente la probabilità di successo.

Inoltre, l’utilizzo di codici può introdurre un leggero ritardo nella condivisione, soprattutto se l’utente non è familiare con la procedura. Per gli utenti più esperti, la funzione è quasi invisibile, mentre per i principianti potrebbe richiedere un po’ di tempo per abituarsi.

8. Conclusioni

iOS 26.2 porta un passo importante verso una condivisione di file più sicura e controllata. I codici AirDrop combinano la semplicità di AirDrop con un livello aggiuntivo di autenticazione, riducendo i rischi di condivisione accidentale o malevola. Se sei un utente attento alla sicurezza dei tuoi dati, questa nuova funzionalità è sicuramente da provare.

Come sempre, Apple continua a evolvere le proprie soluzioni per bilanciare usabilità e privacy. Restiamo in attesa delle prossime iterazioni e di ulteriori aggiornamenti che potranno rendere la condivisione tra dispositivi ancora più intuitiva e sicura.

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