Apple multata di 98,6 milioni di euro per la gestione dell’App Tracking Transparency
La recente sentenza dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha sollevato un nuovo dibattito sul rapporto tra privacy digitale e concorrenza. L’azienda statunitense Apple è stata multata con la cifra record di 98,6 milioni di euro per la gestione del sistema App Tracking Transparency (ATT), una funzionalità introdotta nel 2021 che obbliga le applicazioni a chiedere il permesso dell’utente prima di raccogliere dati per il tracciamento pubblicitario.
Il caso rappresenta un punto di svolta, poiché mette in luce come le norme sulla concorrenza europea possano intervenire in aree tradizionalmente considerate di privacy e tecnologia. Per comprendere appieno le implicazioni di questa decisione, è necessario rivedere il contesto normativo, il funzionamento di ATT e le ragioni alla base della sanzione.
La funzione di trasparenza e il suo impatto sul mercato
Il 1º settembre 2021 Apple ha introdotto in iOS la funzionalità App Tracking Transparency. Quando un’applicazione tenta di raccogliere dati per il tracciamento pubblicitario, l’OS mostra all’utente un dialogo che richiede esplicitamente il consenso. Se l’utente nega, l’app non può accedere a identificatori univoci come l’IDFA (Identifier for Advertisers).
Questa misura è stata accolta con entusiasmo da attivisti della privacy, ma ha suscitato critiche da parte di numerosi inserzionisti e sviluppatori. L’IDFA era lo strumento principale con cui le app raccoglievano informazioni per creare profili di utenti e indirizzare annunci pubblicitari mirati. L’imposizione del consenso ha ridotto drasticamente la quantità di dati disponibili, con un impatto diretto sui modelli di business basati sul marketing digitale.
La decisione dell’AGCM e la multa di 98,6 milioni di euro
Il 22 dicembre 2025, l’AGCM ha pubblicato la sua sentenza, stabilendo che Apple avrebbe violato l’articolo 102 del Codice della Concorrenza, che vieta l’abuso di posizione dominante. Secondo l’Autorità, Apple avrebbe ostacolato la concorrenza sul mercato degli annunci pubblicitari digitali, impedendo ai nuovi inserzionisti di accedere ai dati necessari per competere con i rivenditori già consolidati.
Il valore della multa è stato determinato sulla base del fatturato annuo di Apple nel settore pubblicitario e della quota di mercato rilevante. La cifra di 98,6 milioni di euro, pari a circa 116 milioni di dollari, rappresenta la sanzione più alta mai inflitta a un’azienda tecnologica europea per violazioni di concorrenza.
Motivi della sanzione: violazioni della concorrenza e della normativa europea
L’AGCM ha evidenziato tre principali motivi per la sanzione:
- Abuso di posizione dominante: Apple controlla l’intero ecosistema iOS e l’App Store, imponendo il proprio standard di privacy a tutte le app distribuite su iOS.
- Ostacolo alla concorrenza: Il blocco dell’IDFA ha impedito a nuovi inserzionisti di raccogliere dati, favorendo le società già presenti sul mercato che dispongono di infrastrutture di tracciamento consolidate.
- Violazione della normativa sulla protezione dei dati: Sebbene ATT sia stata progettata per rafforzare la privacy, l’AGCM ha ritenuto che la sua implementazione abbia creato un vantaggio competitivo ingiustificato per Apple, in contrasto con i principi di equità del mercato.
Reazioni di Apple e delle parti interessate
Apple ha respinto la decisione, affermando che ATT è una misura di sicurezza fondamentale per proteggere gli utenti dalla profilazione indiscriminata. Il CEO Tim Cook ha dichiarato che l’azienda è pronta a collaborare con le autorità per trovare soluzioni che rispettino sia le normative sulla concorrenza sia l’esigenza di proteggere la privacy.
Gli inserzionisti hanno espresso preoccupazioni sul fatto che la sanzione possa rappresentare un precedente per altri casi di abuso di posizione dominante. Alcuni hanno suggerito che la fine della dipendenza da IDFA potrebbe costituire un’opportunità per sviluppare modelli pubblicitari basati su dati più aggregati e rispettosi della privacy.
Implicazioni per gli sviluppatori e per i consumatori
Per gli sviluppatori di app, la decisione significa un nuovo livello di trasparenza: tutti gli sviluppatori devono ora gestire i consensi in modo più rigoroso e garantire che le loro applicazioni non violino le regole di ATT. Inoltre, la multa potrebbe spingere Apple a rivedere le sue politiche di App Store per evitare ulteriori controversie legali.
I consumatori, d’altro canto, potranno beneficiare di una maggiore protezione della loro privacy. La decisione dell’AGCM rafforza l’idea che le grandi aziende tecnologiche debbano essere responsabili non solo dei dati che raccolgono, ma anche di come questi dati influenzano la concorrenza nel mercato.
Conclusioni
L’ultimissima sentenza dell’AGCM segna un punto di svolta nella regolamentazione della tecnologia. Mentre Apple continua a guidare l’innovazione nel settore, la sanzione dimostra che la protezione della concorrenza e dei diritti dei consumatori rimane una priorità fondamentale per le autorità europee. Qualunque evoluzione futura di ATT e delle politiche di Apple sarà attentamente monitorata da sviluppatori, inserzionisti e, soprattutto, dagli utenti che cercano un equilibrio tra libertà digitale e protezione dei loro dati personali.