Fortnite non arriverà su iOS in Giappone: Epic Games accusa Apple di ostacoli e violazioni legali
Il mondo dei videogiochi è stato scosso dalle recenti dichiarazioni di Tim Sweeney, CEO di Epic Games, che ha annunciato che il popolare titolo Fortnite non sarà reso disponibile su iOS in Giappone, nonostante le promesse fatte all’inizio del 2024. L’azienda di Sweeney sostiene che la decisione sia dovuta alle nuove tariffe introdotte dall’App Store di Apple, che, secondo lui, violano le disposizioni della recente legge giapponese sul software mobile.
La situazione si inserisce in un contesto di tensione crescente tra piattaforme di distribuzione, sviluppatori e autorità regolatorie. Mentre Epic Games e Apple si accusano a vicenda di comportamenti anticoncorrenziali, le autorità giapponesi devono decidere se adottare misure più restrittive per garantire un mercato equo. Nel frattempo, i giocatori giapponesi si interrogano su quando, se mai, potranno provare le miscele di strategia e azione di Fortnite su dispositivi iOS.
Il contesto normativo: la Mobile Software Competition Act
Nel 2024 è entrata in vigore la Mobile Software Competition Act (MSCA) in Giappone, una normativa che mira a promuovere la concorrenza nel settore del software mobile. La legge prevede, tra le altre disposizioni, la facoltà di aprire la piattaforma a marketplace alternativi, consentendo agli sviluppatori di vendere le proprie app senza dover passare esclusivamente attraverso l’App Store.
Secondo le dichiarazioni di Sweeney, l’obiettivo della MSCA è stato compromesso da pratiche che l’azienda definisce “una travestita violazione della legge”. Apple, per sua parte, sostiene di aver collaborato con le autorità giapponesi per assicurare che le nuove regole siano rispettate e che il sistema rimanga equilibrato, garantendo al contempo la protezione della proprietà intellettuale e la sicurezza dei dati.
Le tariffe di Apple: un ostacolo alla concorrenza
Una delle principali fonti di controversia è rappresentata dalle tariffe applicate da Apple alle vendite di app su marketplace alternativi e, in particolare, alla distribuzione di Fortnite su iOS. Sweeney ha fatto notare che:
- Apple addebita una commissione del 5% su tutti i ricavi generati da acquisti di gioco effettuati tramite l’Epic Games Store in Giappone.
- Se il gioco fosse distribuito tramite l’App Store, la commissione sarebbe del 15% su tutte le transazioni digitali effettuate tramite un link web.
Queste percentuali, secondo Epic, sono in eccesso rispetto alle tariffe standard e creano un baratro competitivo in cui i consumatori non traggono benefici tangibili. Sweeney ha definito queste pratiche “una riduzione della concorrenza vera” e ha minacciato di presentare reclami presso la Commissione giapponese per la concorrenza leale (Fair Trade Commission).
La risposta di Apple: collaborazione con le autorità giapponesi
Apple ha risposto alle accuse sostenendo di aver collaborato strettamente con le autorità regolatorie giapponesi durante l’implementazione delle nuove regole. L’azienda ha inoltre sottolineato che la sua struttura tariffaria è stata progettata per coprire costi di sviluppo, manutenzione e sicurezza dell’intera piattaforma, elementi considerati indispensabili per garantire un’esperienza di qualità agli utenti.
Nonostante ciò, Epic Games rimane convinto che le tariffe imposte creino un vantaggio ingiusto a favore di Apple, soprattutto quando la piattaforma permette l’accesso a marketplace alternativi. L’azienda, perciò, chiede una revisione delle condizioni di fatturazione e l’implementazione di regole più chiare e trasparenti.
Il modello di concorrenza globale: esempi dall’Unione Europea
Epic Games ha già avuto successo nel lanciare il proprio store in altri mercati, tra cui l’Unione Europea. In quella regione, Apple applica una tariffa di 0,50 euro per la tecnologia di base (Core Technology Fee) sui marketplace. Tuttavia, questa commissione sarà sostituita da una commissione del 5% per tutti gli sviluppatori a partire dal 1° gennaio.
Questa evoluzione del modello di fatturazione europea offre un punto di riferimento per la situazione giapponese: se Apple dovesse adottare una struttura tariffaria simile in Giappone, potrebbe mitigare le accuse di concorrenza diseguale e favorire una maggiore equità nel mercato.
Implicazioni per i giocatori giapponesi e per l’industria
La decisione di Epic Games di non lanciare Fortnite su iOS in Giappone avrà ripercussioni immediate sui giocatori nella regione. La mancanza di accesso alla piattaforma iOS escluderà una fetta significativa della base di utenti di Fortnite, che in Giappone è tra i più grandi al mondo. Inoltre, la scelta potrebbe innescare una rivalutazione delle politiche di distribuzione delle app da parte di altri sviluppatori, che potrebbero cercare di evitare dipendenze da piattaforme con tariffe elevate.
Per la stessa Epic Games, la situazione rappresenta un caso di studio su come le regole locali possano influenzare la strategia globale. La società dovrà decidere se continuare a investire nel mercato giapponese tramite canali alternativi o se rivedere la propria posizione di negoziazione con Apple.
Conclusione
Il conflitto tra Epic Games e Apple sul mercato giapponese di Fortnite mette in evidenza le sfide di un ecosistema digitale in rapido mutamento. Mentre Apple difende la propria struttura tariffaria come necessaria per sostenere l’innovazione e la sicurezza, Epic Games insiste che tali tariffe creano un’impronta discriminatoria contro i concorrenti e gli utenti. L’esito di questa disputa dipenderà dalla capacità delle autorità competenti di interpretare la nuova legge e di garantire un mercato equo, oltre che dal ruolo delle piattaforme di app store nel futuro del settore.
Nel frattempo, i giocatori giapponesi dovranno attendere ulteriori comunicazioni da parte di Epic Games e Apple, mentre l’industria continua a osservare da vicino le evoluzioni normative che potrebbero ridefinire il panorama globale della distribuzione di software mobile.